I PROTOTIPI DI FARE LUCE

Fare Luce è il progetto ideato da Maria D’Ambrosio per l’Associazione f²lab d’intesa con il Comune di Marcianise e curato da Maria D’Ambrosio con Francesca Castanò e Carla Langella per il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, per ‘illuminare’ e rendere visibili gli spazi dell’area industriale di Marcianise, un’area produttiva ricca di storia, che unisce l’archeologia classica all’archeologia industriale e l’agricoltura alla manifattura, al fine di ridisegnare il paesaggio individuandone i ‘segni’ da far riemergere per riconfigurare una nuova mappa del territorio. 

Con il progetto ‘Fare Luce’ Airpol unisce la sua esperienza manufatturiera  ed industriale all’arte e al design, integrando, in ottica di economia circolare, le sue attività di ricerca e sviluppo per il riciclo e la realizzazione di nuovi materiali termoplastici con la tecnologia E.T.E., a quelle orientate al mercato dell’arredo e del completo di arredo.

Il progetto ‘Fare Luce’ ha coinvolto l’artista giapponese Hirotsugu Aisu in interazione con gli studenti del Corso di Laurea in Design per l’innovazione del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università Vanvitelli e i loro docenti Francesca Castanò, Carla Langella, Sergio Sibilio e Gabriele Pontillo. Manipolazione della carta, lettura della storia dell’archeologia e dell’archeologia industriale di quella zona, studio del bio-design e del design della luce, sono stati alla base della progettazione e realizzazione dei progetti e dei prototipi di lampade ad opera di Serena Saggese, Giuseppina Rao, Maria Giannattasio, Valerio Ammendola, Alfredo Buccino, Pasquale Conte, Martina Franchi, cui si sono unite insieme ad Airpol realtà produttive del territorio come Res Nova Die, Fonderia Nolana Del Giudice, Maltese Spa, Fracta Sativa UniCanapa, HBC CocaCola Marcianise .

STORIA DEL TERRITORIO

Le aree industriali sono ricche di storie da conoscere, tessuto vivo di un territorio di cui sono un’importante risorsa da cui partire per tracciare altre e nuove traiettorie di sviluppo: per quelle aree e per il benessere di chi ci vive e di chi ci lavora. Per ‘Fare Luce’ sull’area industriale di Marcianise si è usata proprio la luce come metafora di un’azione che potesse incidere sul modo collettivo di vedere quella zona produttiva e di connetterla al tessuto urbano e territoriale, rintracciando le energie ad alto valore innovativo di cui è espressione. Il territorio che coincide con l’area industriale di Marcianise ha una storia molto ricca che unisce l’archeologia classica (a partire dagli insediamenti urbani della civiltà sannita) all’archeologia industriale (testimonianze che risalgono agli anni ’60 del ‘900 e quindi all’intervento della Cassa per il Mezzogiorno che ha attratto aziende come Olivetti, Kodak, General Electric,..) e l’agricoltura (la coltivazione della canapa) alla manifattura (la trasformazione e la lavorazione della canapa).

STORIA DEI PROTOTIPI

Il seme e un’antenna, la canapa, le micro-alghe tipiche della zona dei regi lagni, la lunaria, l’ambiente paludoso, il vaso votivo sannita, i segni grafici della Olivetti, della Coca-Cola, della 3M e di Airpol: sono tracce individuate dai designer per raccontare quella che oggi coincide con l’area industriale di Marcianise e per dare forma ai loro progetti per ‘Fare Luce’. Pertanto, ogni prototipo realizzato per ‘Fare Luce’ porta con sè nella forma e nella materia parte della storia passata e presente del territorio marcianisano. 

I prototipi realizzati per ‘Fare Luce’ dal gruppo di studenti futuri designer sono ‘segno’ di una nuova cultura del progetto che diventa anche pratica di intervento e di comunicazione sociale che crea consapevolezza, condivide conoscenza, produce cultura e valori perché capace di connettersi alle molte stratificazioni e sedimentazioni specifiche di un territorio e farne elementi generativi del progetto-prodotto stesso.Il gruppo di lavoro per l’ideazione e la realizzazione dei prototipi di ‘Fare Luce’: Maria D’Ambrosio – presidente Associazione F2Lab; Hirotsugu Aisu – artista; Francesca Castanò, Carla Langella, Sergio Sibilio – docenti del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’; Gabriele Pontillo, Valentina Perricone, Roberta Laffi – dottori di ricerca dell’Università della Campania; staff e maestranze Airpol Italia e Res Nova Die

UNTITLED

Fare luce sulla memoria che porta con sé un territorio la cui storia produttiva ci conduce alla matrice agricola. Un seme che genera luce e dalla terra conduce e illumina verso l’alto e che, come una torre, diventa punto di riferimento di un paesaggio da ridisegnare e da far splendere

Hirotsugu Aisu

HEMP

Fare luce sulla memoria della cultura produttiva della canapa,fibra naturale del passato ma anche materiale per un possibile futuro sostenibile del territorio, poiché è altamente rinnovabile, resistente, durevole, antibatterica e in grado di bonificare i terreni inquinati. 

 

Serena Saggese 

 

LUCIS NIAGARAE

Fare luce sui passaggi di scala da micro a macro. Una diatomea, microalga fotosintetica di dimensioni comprese tra 10 e 200 µm, viene magnificata come se fosse fotografata al microscopio per divenire una seduta luminosa che interagisce con gli utenti attraverso la luce.

   Giuseppina Rao  

 

MIRIKUI

Fare luce sulla memoria archeologica e sull’identità del territorio, portando alla luce il passato, illuminando le ferite del presente e orientando lo sguardo verso un nuovo futuro. Un riappropriarsi delle proprie origini e del proprio DNA territoriale attraverso l’analisi e la rielaborazione digitale di reperti archeologici (vaso di  terracotta grezza, proveniente da Marcianise e conservato a Capua, Museo Campano – s.n. già 8896).

Maria Giannattasio  

 

QUIESCENTE

Fare luce sulla memoria della botanica del territorio attraverso l’evocazione della Lunaria, pianta paludare emblema della delicatezza e fragilità degli equilibri ambientali. Una lampada modulare che può essere composta attraverso un rito collettivo che celebra i valori della collaborazione. Il nome del progetto è Quiescentes, verbo latino che indica in biologia lo stato di sospensione reversibile dei processi vitali. 

Valerio Ammendola 

LUCE LIQUIDA

Fare luce sulla memoria liquida di un territorio che nel passato pre-industriale era palude, umidità, natura e silenzio. Una lampada che evoca un volume di luce liquida.

 

Alfredo Buccino

COLIGHT

Fare luce sulla relazione tra locale e globale, tra l’opacità del territorio e la visibilità internazionale di alcune delle aziende presenti nell’area industriale di Marcianise come la Coca Cola. 

  

Pasquale Conte

FOLD

Fare luce sulle realtà produttive dell’area industriale di Marcianise del passato, come Olivetti, e del presente, come 3M e Airpol, accomunate dalla propensione all’invenzione e all’innovazione. Foglie cangianti che emergono dal terreno riflettendo il contesto circostante con lucentezze policrome  che rappresentano le nuove visioni di una imprenditoria virtuosa.

Martina Manchi